sabato 30 novembre 2013

Lontano dall'albero è un libro che non avrei mai comperato leggendone le recensioni. Per la verità lo stesso titolo, la copertina e il sottotitolo "storie di genitori e figli che hanno imparato ad amarsi" sarebbero stati sufficienti a non farmelo nemmeno prendere in mano, ma avevo tempo e ne ho lette alcune pagine e poi l'ho preso.
Ho provato a scrivere un paio di post su alcuni degli aspetti che tocca ma non ci sono riuscita e d'altra parte, mi sono detta,a Solomon sono serviti dieci anni e 851 pagine, ci sarà un motivo.

E' un libro sulle scelte, quindi un libro che parla sostanzialmente di etica.
Descrive lo stato attuale della ricerca medica, in particolare genetica, nell'ambito di alcune patologie e nello stesso tempo racconta la battaglia di alcune coppie sorde per vedersi riconosciuto il diritto di usare l'indagine genetica per scegliere di avere un figlio sordo.

Riporta le motivazioni dei genitori che scelgono l'impianto cocleare per il figlio e di quelli che lo rifiutano.

Di coloro che per un figlio affetto da nanismo optano per l'allungamento delle ossa e di quelli che lo ritengono (eticamente) una violenza.

Parla di autismo, di un ventaglio di posizioni che vanno dalle lobby contro i vaccini alle associazioni pro neurodiversità.

Parla di come anche l'informazione possa trasformarsi in pressione.

Insomma vorrei che qualcuno leggesse questo libro e poi, come succede ultimamente, scrivesse un bellissimo post in modo che io possa dire ecco, è proprio quello che volevo dire io.

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