Quando è uscita la polemica sul cattivo Odifreddi sono andata a leggermi il suo articolo incriminato e non ho trovato niente di strano o scandaloso, nessuna ambiguità negazionista o altre nefandezze.
Mah, ho pensato.
Poi il figlio mi ha segnalato un post dove l'autore dice sostanzialmente "ma imparare a leggere, no eh?"
E' bello non sentirsi soli, a volte.
Io trovo un po' pretestuoso il divario scienza vs materie umanistiche, mi annoiano a morte gli stereotipi secondi i quali gli scienziati sono persone rigide e prive di anima e gli umanisti dei garruli parolai che senza gli scienziati avrebbero ancora paura dei tuoni e morirebbero di dissenteria.
Credo anche che non possa esistere nessun metodo senza pensiero, e che il pensiero non sia appannaggio della scienza.
E che non esista nemmeno pensiero senza linguaggio, ma questa è un'altra faccenda.
Sono pienamente d'accordo che bisogna diffondere una cultura scientifica (..è un po' nozionistica ma pazienza), quello che mi lascia perplessa è la pretesa che sostituisca ogni altro tipo di approccio.
Io che non sono certamente una scientista sono a favore dei vaccini, contraria all'omeopatia, non discuto l'evoluzionismo, leggo articoli sulla neurobiologia e cerco perfino di capire qualcosa sugli ogm e sul riscaldamento globale.
Non capisco però perchè gli scienziati non possano fare altrettanto, non possano avere quelle 4 nozioni di base che gli permettano di leggere qualcosa di un po' più complesso della Guida galattica per autostoppisti o di Harry Potter e di capirlo.
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