Il libro Lontano dall'albero tratta di differenze; genitori che si sono ritrovati ad affrontare la nascita di un figlio sordo, nano, down, autistico,schizofrenico ma anche un figlio prodigo, frutto di uno stupro o trasgrender.
Analizza tantissimi aspetti, compreso quello dell'eugenetica e delle pressioni sociali fortissime che si ritrovano a subire i genitori davanti alla scelta di abortire o meno.
In America le comunità ad esempio di sordi e di nani sono numerose, ben rappresentate e con la possibilità di far sentire la propria voce. Così, ad esempio, genitori sordi o nani rivendicano il loro diritto di usare le indagini prenatali per scegliere di avere figli simili a loro.
Non si tratta quindi di essere pro o contro l'aborto per ragioni religiose e nessuno ha contestato il diritto di ogni singola coppia di scegliere per se stessa, ma sottolineano fortemente l'importanza di considerare ad esempio al sordità non come un handicap ma come una vera e propria identità culturale e denunciano il pericolo di volerla far scomparire da parte della cultura maggioritaria degli udenti. Da qui ad echeggiare discorsi sull'utopia della razza perfetta il passo è breve ovviamente.
I concetti nel libro sono trattati in maniera molto più approfondita di così naturalmente, ed ha una settantina di pagine di note ed altrettante di bibliografia.
Una cosa curiosa è il fatto che tutti gli appartenenti alle varie categorie, pur battendosi da anni contro lo stigma ed il pregiudizo, si sono sentiti offesi e scandalizzati dal fatto che la loro peculiarità sia stata "messa sullo stesso piano" delle altre trattate nel libro.
Non solo nel libro succede quello che scrivi nel finale...
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