Ogni Natale è diverso.
Quando sei piccolo non te ne accorgi ed anzi è proprio il fatto che ogni anno sia tutto uguale che ti pare magico, come se gli addobbi e l'albero ed i regali ed anche i parenti comparissero dal nulla (o da un luogo strano che non sai) in quei giorni di dicembre, e poi quando sei un po' più grande anche le chiacchere sempre uguali tra gli adulti ti sembrano una sorta di formula magica capace di incantare il tempo, sì sei abbastanza grande da non credere più alla magia ma non abbastanza da non avere fiducia e poi, qualche anno dopo, mentre sbirci l'orologio, è l'indulgenza che ti fa rimanere lì, perchè i grandi adesso ti sembrano un po' vecchi, non così tanto da morire ma un po' vecchi e ti dici che se gli fanno bene, ai vecchi, quei rituali, allora va bene.
Poi hai dei figli ed intanto hai imparato che è la storia che fa la magia, che la poesia non è altro che il tempo ed allora desideri che tuo figlio abbia più storia possibile, tanta storia: sono gli stessi addobbi ma ti sembrano più belli e luccicanti.
Poi cominci a sentire altri che dicono ma no, quest'anno non lo faccio l'albero, per chi vuoi che lo faccia? e tutti quei discorsi, sul fatto che tutto è diverso, i posti vuoti e tutto il resto, la malinconia.
Tu rimani una visionaria, vai in soffitta e togli dalla carta la boccia bella, quella con la pietra preziosa, che non appendi all'albero sicura che un giorno qualcuno la trasformerà in storia.
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