lunedì 30 dicembre 2013

Non so come spiegarmi, ma più di quelli che le hanno augurato la morte mi nauseano quelli che la chiamano Caterina.
I primi, non mi pare ci sia molto da dire, tranne forse discutere se davvero a tutti andrebbe concessa la libertà di esprimersi, ma non ho una risposta su questo.

Non sto parlando nemmeno del fatto che le persone commentino le sue dichiarazioni ed esprimano solidarietà a lei e schifo per le aggressioni, ci mancherebbe, e ancora meno del fatto che la sua vicenda personale entri a far parte del dibattito sulla sperimentazione, era il suo obiettivo e logicamente è più che lecito e corretto.

E' quel Caterina, che sembra esprimere così tanta amicizia e simpatia e vicinanza, ed invece a me suona esattamente come il mialino Ettore.

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