domenica 26 gennaio 2014

Ieri guardavo lo sketch di un comico americano il cui bersaglio erano le religioni, tutte le religioni.
Poi sono andata a trovare Ivano, e come le altre volte mi ha colpito il feroce senso di protezione che gli assistenti hanno nei confronti dei loro ospiti.
Nessun nesso tra le due cose, pensavo nel ritorno.

Però poi mi sono detta che forse le religioni, oltre all'ovvio scopo di mantenere il potere in poche salde mani, avevano ed hanno anche l'effetto (e non saprei dire se intenzionale o se solo collaterale) di creare un senso di comunità.
L'identità orizzontale ha bisogno di simboli, rituali, linguaggi attraverso i quali riconoscersi e rafforzarsi.
E forse il bisogno di identità orizzontale è più forte nell'uomo dei bisogni primari, o se non altro andrebbe inserito tra questi.
Il che potrebbe ad esempio spiegare l'apparente irrazionalità di comportamenti che alla luce delle conoscenze attuali appaiono incongruenti ed anacronistici, ma che lo sono meno se interpretati come strumenti di coesione.
Magari bisognerebbe ridare una scorsa la buon vecchio Durkheim....

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