C'è un aspetto del web che mi inquieta e disturba, anche se non l'ho ancora messo a fuoco.
Lo chiamerei provvisoriamente simultaneità: nel giro di pochi secondi passi da un articolo su un fatto drammatico alla pagine di Spinoza.
Questo è vero succede anche con gli altri media, guardi un reportage del tg e viene interrotto da una gioiosa pubblicità sullo yogurt, oppure ti stufi e cambi canale e guardi abito da sposa cercasi, o capita che lasci a metà l'articolo di fondo del Corriere per andare a vedere la pagina degli spettacoli.
Ma ci vedo ugualmente delle differenze.
Giorni fa sfogliavo il buon gdv, sempre fonte di ispirazione. E' morto uno degli utenti, e molti altri iscritti hanno lasciato parole di cordoglio profondo e toccante. Le stesse persone, pochi minuti dopo, hanno scritto in altri topic dedicati agli auguri di buone feste, con profusione di gif, bacini, facezie, sorrisetti.
Ecco, non mi inquieta il fatto che si abbia accesso ad una serie di realtà diversissime in un tempo così breve, ma mi chiedo se l'adattarsi emotivo a questa velocità sia sano. Forse il cervello non ha bisogno di tempi lunghi per assimilare informazioni, ma credo che invece servano tempi più lunghi per elaborarle, e soprattutto se è coinvolta l'emotività.
Succedeva, mi è venuto in mente, nelle vecchie chat di gdv, in cui alle 20.05 una persona manifestava propositi suicidi ed alle 20.34 stava allegramente cazzeggiando in chan. Allora pensavo fosse per via della tipologia di utenti, ma poi questo atteggiamento, magari con forme meno melodrammatiche, l'ho ritrovato spesso.
Sul web si è portati a frammentare l'esperienza, così mi pare, e non sono affatto sicura che sia una cosa che porta qualcosa di buono.
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