sabato 4 gennaio 2014

L'altro giorno si discuteva con alcune persone di stamina, poi come succede il discorso si è ampliato; tre persone sostenevano di curarsi con l'omeopatia, una era ricorsa con successo alla pranoterapia ed una donna incinta diceva di non avere ancora deciso se vaccinare il proprio bambino.
Erano tutte persone con un livello superiore di istruzione, con accesso e dimestichezza con tutti i mezzi di informazione e normalmente piuttosto ragionevoli e sensate.
Mi è venuto in mente che ai tempi della terapia Di Bella avevo fatto la stessa osservazione, ossia che tra i miei conoscenti coloro che la sostenevano,  perlomeno che sostenevano il diritto delle persone di potervi accedere, erano tutte persone istruite, e nessuna di loro in quel momento aveva il cancro ed era quindi psicologicamente vulnerabile sull'argomento.

Non ho dati a disposizione, ma sono portata a credere che non tutti i creazionisti abbiano un qi inferiore a 60, siano analfabeti o filosofi.
Nel libro Lontano dall'albero risulta che le famiglie che hanno fatto, rispetto agli handicap, scelte di tipo non scientifico lo hanno fatto dopo avere acquisito, riguardo al campo specifico, tutte le informazioni possibili ed immaginabili.
 Questo mi fa pensare che non sempre un atteggiamento ascientifico sia dovuto ad ignoranza o a stupidità, i alle pressioni di un contesto particolarmente arretrato e chiuso (ricordo il caso di una bambina di pochi mesi uccisa nel tentativo di liberarla dal Maligno).

Posso sbagliare, ma penso che tutti coloro che auspicano una diffusione maggiore della scienza, delle sue conoscenze e del suo metodo, dovrebbero tenere conto di queste realtà, abbandonare la convinzione che comportamenti e scelte irrazionali siano dovuti solo ad ignoranza e quindi eliminabili fornendo evidenze.

Non ho suggerimenti in proposito, se non forse quello che sarebbe auspicabile che gli scienziati applicassero il metodo scientifico anche alla comprensione dei meccanismi che portano le persone a scelte irrazionali.
Ho l'impressione che siano più numerosi, sfumati ed articolati di quanto possano spiegare ipotesi come ad esempio un bisogno di speranza e di illusione, che possono essere motivo sufficiente per coloro che soffrono di malattie incurabili, ma non spiegano l'uso dell'omeopatia. Inoltre quasi tutti coloro che conosco che usano prodotti omeopatici troverebbero improponibile e risibile rivolgersi ad una cartomante o leggere l'oroscopo, ed a me personalmente piacerebbe capire cosa renda ai loro occhi la memoria dell'acqua più credibile dell'influenza degli astri.
Inoltre mi sembra di poter dire che una certa resistenza od avversione alla scienza si manifesta sempre in campi specifici, mentre non ho mai sentito nessuno contestare le leggi fisiche che permettono la costruzione di un ponte od accusare di arroganza gli informatici.

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