sabato 1 febbraio 2014

Cicci, folgorato da Chiara, scompare nella sua stanza e ritorna con le braccia cariche di piccole cose: un cuore di legno intagliato da lui, diversi disegni, un pezzo di stoffa azzurra, due cartoline. Le deposita sul tavolino di fronte a Chiara e gliele indica, il suo vocabolario arriva sì e no ad una ventina di parole. A gesti le spiega che il cuore dovrà tenerlo sul cuscino, per la "nanna".

E' un peccato che di queste cose non si possa parlare, o invece magari è meglio così, che lo facciano solo quei pochi che ne sono capaci. Io non lo saprei spiegare che sono questi pomeriggi o quelli alla cds che mi rendono sopportabile la petulanza, i ghignetti cinici, il disincanto affettato ed in generale, il rincitrullimento.

Un po' preoccupata tempo fa l'ho chiesto alla signora, non sarà per caso che sto scivolando nella china solo là dove c'è sofferenza c'è il Signore e quindi la Vita? perchè per quanto le cose sembrino improbabili bisogna essere molto prudenti e vigili, su 'ste cose. Non vorrei ritrovarmi un giorno a chiamarle persone speciali capisce? le ho detto.

Per il momento, mi ha rassicurata.
Se c' una cosa che posso dirle con certezza, mi ha risposto, è che non c' proprio nulla di vampiresco, in lei.

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