domenica 9 febbraio 2014

“Se mi volto indietro a guardare la bambina, una delle due morirà”

Finora ho evitato di parlarle, non sono nemmeno gentile con lei quando viene in cucina per i suoi interminabili rituali, un pomeriggio che non potevo farne a meno abbiamo chiaccherato mezz'ora di scrittori russi, ma figurati se lei non ha capito che lo facevo malvolentieri.
Ieri sera non era nemmeno il momento migliore e quando mi ha detto quella frase, mentre le tenevo aperta la porta del corridoio e lei passava col suo vassoio con abbastanza cibo per sei persone ed io ero già girata dall'altra, mi sono voltata a guardarla e stavo per risponderle “e questa l'hai trovata in un libro russo o su facebook?” perchè le anoressiche, lascia stare, in quanto ad effetti speciali non le batte nessuno, però ho incrociato il suo sguardo, non sto dicendo che fosse sincera, se ne fosse capace non sarebbe anoressica, se fosse incapace di snocciolarti tutta una storia di abbandoni e violenze e perfezione magari si salverebbe, ma le anoressiche quello che fanno al loro corpo lo hanno già fatto alla loro mente e questo ogni tanto lo si dimentica e le parole per loro sono come il cibo, ne vogliono tanto, lo dispongono con arte sul vassoio, lo portano di sopra religiosamente, forse ne mangiano anche un po'. Poi lo vomitano.

Le Beatrice di questo mondo vivono in un'allegoria così smaccata che pare sempre di capirla. E ti dicono che se credi di capirla, una delle due morirà.




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