sabato 15 febbraio 2014

Se qualcuno andasse a rileggersi come parlava la sinistra 40 anni fa, resterebbe sicuramente imbarazzato o divertito dalla retorica ingenua di volantini, comunicati, articoli sui giornali; chi poi avesse partecipato ad assemblee o riunioni ricorderà con un po' di disagio il linguaggio magniloquente di prima che venisse istituita la facoltà di scienze della comunicazione, gli slogan e gli ordini del giorno, compagni.

I gruppi extraparlamentari, critici con il Partito,riproponevano però al loro interno la stessa concezione di fedeltà alla linea. Non ricordo se si usasse anche l'espressione disciplina di partito, ma il concetto c'era.
Nonostante questo le persone non erano pecore, nè tantomeno capre. Non essendoci wikipedia o google, la gente leggeva e studiava (e non solo Marx ed Engels ) e discuteva.
La politica era confronto e scontro di visioni del mondo, nessuno si vergognava di usare termini come giustizia ed uguaglianza.

Il termine democrazia non era molto usato, eppure il sentimento comune che le cose potessero venire cambiate era il senso stesso della democrazia.


 Ieri sera a cena la nostra cupe cake design ha detto "io di politica non capisco niente, però che Renzi diventi presidente del consiglio senza essere stato votato è anti democratico"
Io e Paolo ci siamo guardati da sopra i piatti e forse c'era un luccichio di lacrime nei nostro occhi.
Grillo è riuscito a far passare un concetto di democrazia così impoverito da rendere innocue le persone: non importa se non capisci nulla di politica, l'importante è che non venga violato il Tuo Diritto A Scegliere.

Ve le ricordate quelli che con garrulo orgoglio affermavano "ah io di matematica non ci ho mai capito niente?": ecco, più o meno.

E corre corre corre la locomotiva.

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