martedì 21 ottobre 2014

Mi sembra superfluo riconoscere che la scienza è importante (ma non si sa mai), viviamo in un mondo fisico e non nel bosco di Erlkoenig e se non ne impariamo il più possibile è la nostra sopravvivenza (fisica) che ne va di mezzo, quindi non esattamente una bazzecola.
Poi ci sarebbe l'interminabile discorso sull'applicazione della scienza, ma diamolo per buono.

Però se mi guardo intorno nella quotidianità, non è la carenza di metodo scientifico che mi spaventa.
La gente sta diventando sempre più...come si può definire? Sciocca, incapace, insulsa?
Qui da noi, dove il pensiero razionale è più radicato.
Altrove non mi azzardo nemmeno a dire, non lo so cosa passa per la testa di chi si arruola nell'Isis, non voglio dire qualche banalità scopiazzata da un articolo qualunque.

Ma se mi guardo attorno, la prima cosa che mi risuona nella mente è l'anomia, ovvio.
Se smantelli ogni costrutto di norme morali, e di conseguenza di gruppo, se per anni rivendichi l'individualismo e sostieni un relativismo masticaticcio, la gente, i più deboli, cercheranno di ricreare un gruppo con valori e regole in cui riconoscersi, e necessariamente saranno rigide e primitive dato che prima del gruppi viene il branco.
Tutti gli -ismi secondo me potrebbero venire da qui, il bullismo, l'animalismo, il grillismo.

Certo che l'ignoranza è l'ingrediente fondamentale, ma un'ignoranza sociale prima che scientifica o umanistica.
Conosco persone con ottime formazioni scientifiche che sono persone da poco, e altrettanto fior di cultori di discipline umanistiche.

Certo, sono stronzi in maniera più raffinata del grillino o del tifoso da curva, ma non di meno. Hanno maniere meno becere di supplire alle carenze di identità, si scelgono gruppi più sfumati e socialmente accettabili e ci strisciano dentro con finta noncuranza (perfino con ironia a volte) ma io le somiglianze ce le vedo eccome.


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