sabato 1 marzo 2014

"Faresti meglio ad ammettere che la detesti tutto in una volta invece che far finta che ti piaccia ed odiarla un po' alla volta"

Non è che io abbia problemi (nessun problema) con i miei sentimenti negativi, ci sono caratteristiche e dettagli che mi sono sufficienti per evitare una persona e senza nemmeno pormi la domanda "e se dietro a questa apparenza fosse nascosto un gingillino di essere umano ed io me lo stessi perdendo a causa della mia superficialità di giudizio?"

Ma c'è una categoria di donne che mi mette in crisi; intanto, mi adottano, indipendentemente dal fatto che abbiano molti anni meno di me. Il motivo principale (credo) è che non amo cucinare e sono indifferente al cibo, e questo nella loro visione del mondo sta a dimostrare senza alcun dubbio che sono stata vittima di qualche trauma; non si spiegherebbe altrimenti come qualcuno possa rinunciare ad una delle attività più gratificanti per il genere umano.
In secondo luogo sono gentili. Mi portano cose, marmellate, conserve e libri sulla spiritualità (con molte immagini).

Io non sono una persona sgarbata e per trattare male qualcuno devo avere dei motivi: se non solo non li ho ma anzi tutto farebbe pensare il contrario, sono in difficoltà.
Per quanto possa sembrare inverosimile io stessa riconosco che la forma trapeziodale di qualcuno non è ragione sufficiente per metterlo nella lista degli invisibili.
Però, però.

Ieri sera la designer dice "non capisco però, qualsiasi cosa tu cucini, anche quando ti limiti ad infilare in forno dei sofficini ed a servirli metà bruciati e metà crudi con del riso stracotto, gli ospiti sfilano ringraziandoti uno ad uno per l'ottima cena, mah!"

P. mi passa accanto e bisbiglia "un'altra mente rubata alla scienza, eh?"

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