giovedì 10 aprile 2014

Sala d'attesa dell'ambulatorio test audiometrici: cinque vecchi accompagnati dai rispettivi figli/e.
I vecchi sono combattuti tra le due principali priorità degli anziani: attaccare bottone per scoprire che i loro coetanei sono affetti da acciacchi più numerosi ed invalidanti dei propri ed, appunto, apparire molto più in forma di loro.

Trattandosi di un ambulatorio per la sordità coniugare le due cose presenta alcune difficoltà.

Il più temerario si rivolge con un astutissimo tono di voce basso a mio padre: eh... (sospiro)...quando se ven dentro per 'sti posti.....
Ma mio padre non è mica nato ieri e sarà anche sordo ma non è  stupido e come funziona una conversazione da sala d'attesa ospedaliera lo sa: massì, ma fin che se ven dentro con le so gambe...".

Uno a zero. Stallo.

Ma ormai il ghiaccio è rotto ed inizia una conversazione a 5. Ogni vecchio annuisce a quello che gli viene detto, poi si rivolge al figlio e urla: 'sa alo dit? da ndo elo?

Per i primi dieci minuti i figli si comportano in maniera inappuntabile, sguardo fisso sul Corriere, mani premurose che sistemano il foulard della mamma, sorrisi di partecipe ma dissimulata comprensione agli altri.

Poi scatta la competizione. Mio padre sarà anche più sordo di tua madre, ma taglia ancora l'erba da solo. Tsk, mio padre legge l'Espresso da cima a fondo. E mia madre, che a 83 anni cucina ancora ogni domenica per dodici persone, allora? Notevole, anche se, a dire il vero, cucinare è un'attività automatica...

I vecchi, attenti, tengono il punteggio.

1 commento:

  1. Mi dice cento volte fra la rete dei giardini
    di una sua gatta morta, di una lite coi vicini
    e mi racconta piano, col suo tono un po' sommesso,
    di quando lui e Bologna eran più giovani di adesso...

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