Premettiamo che a suo tempo io avevo deciso che se mio figlio fosse nato con un qualche grave handicap avrei trovato il modo di non fargli affrontare una vita di quel tipo. Magari poi mi sarei pure suicidata, questo non lo so.
E' per dire che capisco quei genitori che poi dicono che è stato un dono di dio e che la loro vita è piena di gioia, in un certo senso li ammiro anche, ma io avrei preso una decisione diversa.
Non ho un'etica che celebra la sofferenza ed il sacrificio, li considero cose che accadono o che talvolta sono necessarie, ma non rendono necessariamente migliori e non avvicinano nè a dio nè alla comprensione del significato della vita, per quello che ho potuto vedere.
Detto ciò, ogni volta che vado a trovare Ivano torno a casa quietata.
Non ho mai capito perchè io attiri le persone in generale e quelle problematiche in particolare e non lo dico per manierismo.
Non sono dolce, non sono sensibile, non sono empatica; non provo particolarmente il bisogno della compagnia altrui, la vicinanza mi inquieta, non sono alla ricerca di qualcuno che mi veda davvero, non ho mai sognato segretamente nè di addomesticare nè il contrario.
Non ho nessuna mistica o ideologia riguardo alle umane sofferenze, mi dispiace, ma moderatamente.
Così come le persone mi interessano, ma moderatamente.
E non so perchè ogni volta me ne esco da quel posto con le tracce dei baci di Cicci sulla faccia.
Metaforicamente, ho sempre avuto tracce di baci sulla faccia.
Ed immagino che non capirò mai il perchè.
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