domenica 7 giugno 2015

Leggevo i giorni scorsi che le numerose ricerche statistiche che sono state fatte in vari ospedali del mondo hanno smentito la convinzione di molte donne e soprattutto della quasi totalità delle ostetriche che l'induzione al travaglio sia indotta (o favorita) dalle fasi lunari.
Un ginecologo sosteneva però che non c'è nulla di male nel lasciare alle donne questa convinzione "poetica"dal momento che non influenza in nessun modo l'andamento della gravidanza e del parto e che invece può in qualche modo aiutare psicologicamente.
La maternità è ovvio non è solo un processo fisiologico; la rappresentazione mentale del figlio è uno dei passaggi fondamentali nell'attivazione dell'istinto materno.
La maternità è un archetipo potente ed è quindi comprensibile che sia legata ad un'infinità di miti, rituali, celebrazioni, hanno il compito di far comprendere alla donna quello che sta accadendo. E di farla sentire partecipe di un'esperienza che ha legato generazioni di donne.
E la luna è sempre stato un simbolo forte della maternità e dei misteri ad essa connessi.

Questo medico mi è sembrato particolarmente intelligente, così come intelligenti ho trovato molte considerazioni dell'autore di Saper morire. Medici che fanno il loro lavoro, ossia mettono a disposizione della persona le loro conoscenze scientifiche, ma che non dimenticano che tutto quello che concerne la fisicità ha una corrispettiva rappresentazione mentale, a volte coerente con la modernità ed altre più legata ad archetipi.
Questo non ha nulla a che vedere con le visioni e le medicine olistiche o antroposofiche, nessuno sostiene che il cancro è un messaggio della psiche nè che lo si può guarire col karma o semplicemente visualizzando la sua scomparsa.

Nessun commento:

Posta un commento