Per quanto l'espressione diritto all'oblio abbia un suo fascino devo dire che in questo contesto mi sembra veramente ridicola. (sempre che io abbia capito bene di cosa si tratta).
Immagino che a chiunque piacerebbe poter usufruire di un tale diritto e non solo per quanto riguarda la propria presenza in rete.
Sarebbe bello e comodo che le persone dimenticassero cose che abbiamo detto e fatto, sarebbe un sollievo che ci cancellassero dalle loro vite dove la nostra presenza nelle stesse non sia stata, come dire, edificante.
Cancellare non solo le prove ma perfino il ricordo di affermazioni meschinelle o imbarazzanti, di conversazioni ringhiosette e malevole, di lacrime dal sapore ricattatorio.
Sarebbe un vero sollievo, un restituirci ogni giorno una nuova verginità, l'impagabile opportunità di reinventarci ogni giorno come nuove persone.
A me che non riesco a concepire l'identità se non come tempo e memoria la sola idea fa orrore.
Quello che abbiamo fatto e detto è ciò che siamo, anche se ci piacerebbe credere il contrario.
E reintrodurrei i distinguo, così tanto per reintrodurre un senso della misura che mi sembra stia andando smarrito.
Esistono delle costrizioni nella vita, delle situazioni che ti costringono a comportarti come non vorresti e non avresti creduto possibile.
Probabilmente se mio figlio ne avesse bisogno compererei un rene.
Le condizioni in cui sono stati trovati quei tre bambini non mi hanno fatto dormire per tre notti.
Se sei arrivato con un barcone, puoi anche entrarmi in casa e rubare.
Ma se non hai fame, tuo figlio non ha perso una gamba per un cancro o una mina, non sei stato violentato dall'amico di famiglia e non ti hanno cresciuto a metadone, allora, mi dispiace, ma sei responsabile di ogni cosa che hai detto e fatto. Nel senso che non importa come dentro di te te la metti via, quelli sono fatti tuoi, ma agli altri rimane il diritto al ricordarselo.
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