Consiglierei Non curare chi è normale di Allen Frances.
Frances ha guidato la task force che ha pubblicato il DSM-IV ed è stato membro del comitato che ha steso il DSM-III, ed è attualmente Professore emerito presso il dipartimento di Psichiatria di un'università della Carolina del Nord.
Non è quindi nè un fanatico dell'antipsichiatria, non appartiene a Scientology e sicuramente non è un complottista.
Il libro, partendo dal nuovo DSM-5, propone una riflessione sull'inflazione diagnostica e sulla pluralità di cause che hanno portato ad essa. Un ruolo determinante lo hanno le case farmaceutiche e le enormi pressioni che hanno esercitato per ampliare un mercato (quello degli psicofarmaci) che produce altissimi profitti.
L'excursus storico sulla psichiatria negli ultimi cento anni dimostra come la percezione della malattia mentale in particolare venga influenzata più da elementi sociologici ed etologici che scientifici e di come questo spieghi comportamenti e credenze apparentemente irrazionali ed anacronistici come ad esempio un revival della possessione demoniaca e degli esorcismi o posizioni altrettanto immotivate come il rifiuto dei vaccini in quanto causa di autismo.
Per quanto il pretesto del libro sia la psichiatria, non è un libro sulla psichiatria.
E', ancora una volta, una riflessione su come la scienza non sia (come sembrano credere gli scienziati) una specie di cancellino che, in virtù di nuove conoscenze, cancella immediatamente un sistema di meccanismi, regole ed aggiustamenti sociali finalizzati al mantenimento del gruppo sociale.
Come credo di avere già detto, sono convinta che leggere riflessioni di questo tipo sarebbe più utile a chi si propone di divulgare la scienza di quanto lo possano essere i corsi di marketing o sulla comunicazione, o di quanto lo possano essere atteggiamenti di derisione e disprezzo verso la casalinga di Voghera che non vaccina il figlio.
Rimango sempre più convinta che per diffondere il metodo scientifico occorra conoscere la società nelle sue infinite sfumature; ogni gruppo sociale è sempre stato disposto a "sacrificare" uno o più membri del gruppo, se questo garantisce la sopravvivenza, l'equilibrio ed il benessere della comunità stessa.
Gli scienziati sembrano ignorare del tutto questo aspetto, e si rivolgono agli individui come fossero monadi: cosa faresti se fosse tuo figlio ad avere il cancro?, aspettandosi che la risposta giusta sia univoca, indipendentemente dal contesto.
Ma bisogna dire che anche questa ottusità ha la sua spiegazione scientifica:)
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