giovedì 26 giugno 2014

La mia parrucchiera dice che lei ed il marito hanno esultato davanti allo schermo per il goal dell'Uruguay, che il marito dice  che di questi deficienti miliardari in calzoncini non se ne può più.
Dice che la bimba era molto divertita dal papà che inveiva e dopo un po' si è messa ad imitarlo urlando "ma andate a casa buffoni", che è una bimba molto precoce.
Io vorrei solo finire in pace l'ultimo numero di Chi e sapere finalmente se la Marcuzzi è di nuovo incinta (ma dalle foto propendo per il no), tra l'altro sono in arretrato di un numero perchè la settimana scorsa le spiegazioni su Ignoto1 hanno richiesto tutto il tempo della piega e per quanto legga veloce non ce la farò mai a mettermi in pari, se non tace.

Poi entra una cliente che non ho mai visto, magrissima e con uno strano vestito giallo importabile da chiunque ma che a lei sta benissimo. Glielo dico e mi risponde sono un'insegnante di danza classica, con il sorriso di una a cui è capitato di dare molto spesso questa risposta. Mi è simpatica e chiaccheriamo un po', e le dico che mi sarebbe piaciuto fare danza classica e siccome nel frattempo urto la borsetta e si sparpaglia tutto sul pavimento non occorre nemmeno che spieghi come mai il sogno non si è realizzato.

Chiacchero un po'di viabilità con il barista che conosco da 40 anni e di Asperger con Simone della libreria.

Ho un po' di nostalgia per le passeggiate quotidiane con Orso sulle roste e delle signore dei cani.
La signora Ornella aveva (ha, immagino) 16 anni più di me e pensavo spesso devo ricordarmela bene, tenerla a mente come modello, che diventare così mi andrebbe bene. Credo sia anche per questo che vorrei un bassotto.

La gente, ed i pazzi, mi disintossicano.

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