giovedì 14 marzo 2013

Alla fine mi sono anche ricreduta su Facebook, che sta davvero contribuendo a rendere il mondo migliore. Almeno quello virtuale.
I blog sono sensibilmente diminuiti; tutti coloro che scrivevano per se stessi hanno improvvisamente scoperto che la loro reale vocazione è dire mi piace e condividere, che hanno un particolare talento nel cambiare la foto del profilo e che aggiungere è meglio che togliere. Spaam lo direbbe molto meglio di così, anzi lo ha detto.
Sta di fatto che ora il web assomiglia all'estare: intere città piacevolmente spopolate e spiagge alla moda affollate di gente sudaticcia e chiassosa che si diverte e socializza.
Quei pochi anticonformisti reazionari che ritengono ancora che il pensiero sia faccenda complessa e che per esprimerlo siano necessari più di 200 caratteri e possibilmente la conoscenza dell'analisi del periodo passeggiano placidi come vecchietti  per le vie della città senza il pericolo di venire travolti da fulminanti battute o da link uggiosi.

Accade perfino che in certi lunghi pomeriggi discutano tra loro, un'antica abitudine che comportava la pazienza di ascoltare ragionamenti articolati e di rispondere con argomentazioni che andassero oltre un like.
A volte spediscono una cartolina agli amici al mare con scritto "mi diverto molto, ti penso"

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