martedì 14 luglio 2015

I film noir nordici sono cupi, lenti ed introspettivi il che non è necessariamente un male, anzi è una caratteristica che nei libri apprezzo molto. I film però hanno ritmi diversi, per cui quando ti ritrovi a vedere la protagonista camminare per 7 minuti su un molo deserto avvolto dalla nebbia ed alla fine dei sette minuti (lunghi questi moli, ti dici) si sente un rumore alle sue spalle e forse, forse qualcuno la sta seguendo...ah no, era solo il vento, ecco, pensi che magari si poteva rendere il concetto con una camminata di un minuto, è lungo un intero minuto sullo schermo, non che io voglia insegnare nulla ai registi per carità, però prendi quando sei al culmine della tensione, la tizia sola in casa che scruta il buio dalle finestre ed i rami che sbattono sui vetri, e scruta e scruta per 8 minuti buoni (scrutano molto i nordici) e poi ecco suona il telefono, chi sarà? il maniaco? la scuola che dice che sua figlia è scomparsa? la sua migliore amica che sussurra morirai con la voce di Dart Fener? no è la vicina che le ricorda il party di Tupperware di domani. Avrà un significato che si chiarirà più avanti questa telefonata, pensi: no, è solo che i nordici ci tengono ai party di Tupperware e dimenticarsene è considerato molto maleducato.

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