Ieri mi sono trovata a sbraitare contro mia cognata come una lavandaia, finchè mio figlio non mi ha sussurrato chi passa non nota la differenza. Dio che vergogna. La gente può dire tutto quello che vuole, ma l'autocontrollo (fratello stretto dell'orgoglio) è l'unica benedizione. Le rare volte che l'ho perso nella mia vita non mi sono sentita libera ed autentica e passionale e penso che l'errore sia sempre quello, l'illusione di essere segretamente bellissimi e che tutta questa bellezza non desideri altro che liberarsi dalle pastoie del controllo per librarsi, pura e scintillante davanti agli occhi di tutti.
Invece dentro ognuno di noi è nascosta una creaturina piagnucolosa, querula, astiosa, rancorosa, invidiosa o che altro, ciascuno conosce la propria.
E non dico che ognuno non sia libero di amarla e di nutrirla e vezzeggiarla se così desidera, ma farla uscire credetemi non fa agli occhi degli altri lo stesso effetto che immaginiamo nella nostra testa.
Non sembri una fiammeggiante amazzone impavida che ha il coraggio di dire ciò che pensa, sembri una donnetta isterica che vomita frustrazione e livore.
Adesso ci metterò giorni a riprendermi lo so già, offrirò sacrifici agli dei per farmi perdonare e robe così. Ma questa sensazione di essere appiccicosa e molle ci metterà del tempo a sparire.
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