Consiglierei a tutti la lettura di Saper morire, di Gian Domenico Borasio.Il titolo originale è Ueber das Sterben, Was wir wissen, Was wir tun koennen, Wie wir uns darauf einstellen, un po' lungo ma sicuramente informa sul contenuto molto più di quanto faccia la traduzione italiana.
Ci si trovano molte informazioni di carattere medico (tutte suffragate da ricerche e dati) e di carattere giuridico, anche se purtroppo i riferimenti sono alla legislazione tedesca, ma credo siano in gran parte applicabili anche a quella italiana.
Immagino che non tutti siano (quasi ) ossessionati dal loro futuro fine vita, conosco persone che dicono boh, mi basta non soffrire poi come dove e quando non mi interessa più di tanto, e trovo che sia assolutamente legittimo. A me invece importa, proprio per l'espressione fine vita: essendo un momento che fa parte della mia vita voglio che ne mantenga tutte le caratteristiche, che sia coerente, o armonica, non dissonante.
Per me non si tratta di qualità della vita, ma appunto di armonia o estetica dell'esistenza, e non vedo perchè dovrei morire in maniera diversa da come ho vissuto.
Per me contano i dettagli, hanno un significato ed un'importanza diversa da quella che hanno per la maggioranza delle persone. Voglio morire vestita, ad esempio. E non voglio essere maneggiata.
Capisco che questo potrebbe causare qualche difficoltà al mio esecutore testamentario di fine vita, ma d'altra parte posso immaginare mio figlio o la mia amica piazzarsi davanti al medico e dire non si azzardi a toccarla e sinceramente l'immagine mi fa ridere.
Ora, non so se sia una questione di dignità, è un termine che non mi piace, troppo labile, troppo interpretabile e soprattutto troppo espropriabile: nel momento in cui qualcuno parla della mia dignità significa che ha già smesso di esistere.
Sono consapevole di essere piuttosto radicale su questo argomento, e d'altra parte se mi permettessero, quando ritengo giunto il momento, di allontanarmi dalla tribù ed andarmene a morire in pace su qualche ghiacciaio non ci sarebbero problemi, ma pare che in pochissimi ritengano che possa essere davvero il tuo desiderio e che, comunque, non sia dignitoso.
Quindi intendo lasciare un minuzioso elenco di cose da non fare nel caso mi trovi nell'impossibilità di esprimere la mia volontà e solo pochissime riguarderanno l'accanimento terapeutico ma molte invece riguarderanno il colore delle pareti e la presenza di fiori nella stanza in cui starò elegantemente spirando.
Per il post mortem, poche cose. Sarebbe carino che usassero un necrologio scritto da me, vista la mia passione per il genere, e gradirei nessuna cerimonia, ma sinceramente che facciano poi quello che preferiscono o che gli è più comodo.
Anche se a dire il vero, un CIAO MAMMA! con una foto del suo bagno ed il Viakal in primo piano sulla pagina facebook di mio figlio non sarebbe sgradita.
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