domenica 31 agosto 2014

Ieri c'era questa gruppo di una ventina di persone tra i 20 ed i 40 anni seduti accanto a me che ascoltavano quello che era evidentemente il capo, un tipo sui 35 anni taglio da marine e tatuaggi grintosetti.
Ci ho messo un po' a capire che erano di quelli che vanno a fare la guerra per finta nei boschi, ma poi sono rimasta ad ascoltarli affascinata.

Anche il medico di campo può essere colpito, ad esempio, e dopo due volte è fuori. E rimanere senza medico sono cazzi. Per dire.

Ora, io non sono una pacifista nè tantomeno una che crede nei giochi pedagogici o didattici, mio figlio ha girato armato di pistole fucili pugnali e bastoni fino ai 10 anni; mi piacciono anche le armi, sia le lame che quelle da fuoco ed ho sempre pensato che mi piacerebbe collezionarle.

Mi piacevano anche le Barbie di mia nipote, vestirle per il ballo e creare acconciature, ed il mondo della moda continua a piacermi.

Però non so, mi sentirei strana a partecipare alla simulazione di una sfilata di moda. Anche se impersonassi lo stilista, non dico la modella, fossi anche la fotografa ufficiale.

Non ci trovo nulla di male, è solo che mi imbarazza. Facevo dei gran sorrisi ogni volta che incrociavo lo sguardo di uno dei guerriglieri, quel tipo di sorriso che la gente fa di solito quando per sbaglio si trova ad incrociare gli occhi con un handicappato:
"Sono spontaneo vedi? non mi sono nemmeno accorto del tuo handicap, hai visto?", una roba così.

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