mercoledì 28 ottobre 2015

Non è per il cane, povero Enea che mi dispiace, è tutto il resto e non so nemmeno come chiamarlo, quelle vite passate solo a proteggere se stessi ed il  proprio inalienabile diritto ad avere il cappuccino bollente al punto giusto, i bambini africani che non soffrono perchè sono abituati, esattamente come i due cani in gabbia che non soffrono lella, sono abituati, sono divani troppo soffici, stanze troppo calde, gente in vestaglia alle 3 di pomeriggio, e poi un cazzo, non è nemmeno questo, dai dillo cos'è, la paura di diventare così ecco cos'è, perchè certo puoi farlo in maniera più intelligente, meno volgare, puoi girarti dall'altra per rispetto, non è geniale? ma la vocina nella testa te lo dice, rispetto un cazzo, è paura, vigliaccheria, e allora povero Enea sì, ma tu datti una mossa.

Nessun commento:

Posta un commento