giovedì 8 gennaio 2015

Ho conosciuto alcuni preti di strada ai quali va tutta la mia stima e lo stesso vale per il mio professore gesuita di filosofia morale.
Le Brigate Rosse sparavano in nome di un ideale e , se avessero vinto, lo avrebbero imposto a chi non lo condivideva; il profitto era considerato immorale, tanto quanto lo è l'aborto da parte dei cattolici.
La nostra democrazia permette l'uno e l'altro e pure la libertà di espressione e siccome le sue vittime cadono da ponteggi insicuri o muoiono negli incendi del posto di lavoro o di cancro è più facile ignorarle od attribuirle a contingenze.

E' superfluo dire che io, che non corro il rischio di restare intrappolata in  una miniera, che non sono un'abusiva e che non devo arrivare a fine mese con gli aiuti della Caritas, preferisco di gran lunga la mia imperfetta democrazia e tiro un sospiro di sollievo sapendo che sul blog posso prendere in giro dio, maometto e gli Agnelli e nessuno mi sparerà.

Le mie opinioni sulla religione sono con il tempo diventate un po' più articolate e complesse rispetto al la religione è l'oppio dei popoli che era la mia monolitica convinzione 30 anni fa, e pur rimanendo atea e laica ed avendo una viscerale avversione per gli antiabortisti ed i finanziamenti alle scuole private riesco forse ora a distinguere tra potere e religiosità, o meglio tra religione come strumento di potere e religione come fenomeno sociale.

Purtroppo questo non solo non mi aiuta ad avere un'opinione rispetto agli accadimenti ma me lo rende più difficoltoso.
Ma forse i dubbi non sono il male peggiore.

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