domenica 11 gennaio 2015

Comincio a credere che il web sia pericoloso. Le opinioni della gente mi stanno trasformando da una persona ragionevole, che ama gli animali, non trova giusto che le fedi religiose interferiscano con le leggi di uno stato, pensa che le donne non vadano picchiate e ritiene che la libertà d'opinione sia una conquista, in una specie di mostro che torturerebbe il gattino, commetterebbe femminicidio ogni domenica mattina, uno stupro ogni giovedì ed i restanti giorni spezzerebbe matite.
Bisogna che io mi fermi, prima di svegliarmi una mattina provando una certa simpatia per i preti pedofili (a proposito del dramma della pedofilia dei preti, sento parlare pochissimo della morsa del turismo sessuale, il che mi fa dedurre che probabilmente sono solo i bambini occidentali a rimanere per sempre segnati, mentre per quelli brasialiani o tailandesi tutto si risolve in una giocosa esperienza).

Le opinioni sono una bella cosa ed ognuno deve avere la possibilità di esprimersi con i propri strumenti, che sia l'avatar Daniza è viva e lotta assieme a noi o quello curvy è bello o Io sono Charlie.
Forse.

Oppure sarebbe bello sentire qualche goffo, zoppo, tentativo di pensiero, di dubbio, di analisi.
Ma può anche darsi che avere trasportato lo stadio nel mondo virtuale sia un modo di mantenere la pace sociale, aumentando contemporaneamente l'autostima della gente: spalmati di crema della L'Oreal e posta la tua vignetta: tu vali.

Dio santo.

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