Qualcuno se lo ricorderà il riflusso nel privato.
Io allora potevo capire la disillusione, la stanchezza ed anche la paura fisiologica che l'eta porta con sè; quello che non capivo era perchè proprio quel privato.
Assomigliava giorno dopo giorno alle prime soap opera tanto sbeffeggiate e disprezzate, non se ne accorgevano quelli che le parodiavano con tanta acutezza che poi, nel privato, cominciavano a credere di avere diritto alle proprie emozioni, ad un po' di sano egoismo, a prendersi cura della loro autostima, ad un'isoletta di felicità?
Davvero erano in buona fede quando si convincevano che il loro nuovo di zecca cinismo d'accatto era la loro patente di gente intelligente, disincantata, ironica?
Mettere al bando termini come onore, disciplina, amor proprio è sembrata un'azione rivoluzionaria: chi aveva bisogno di concetti che rimandavano ad un mondo vecchio e fascista, nella migliore delle ipotesi ad un manipolo patetico di combattenti con un Edipo irrisolto, chi aveva più bisogno di questo ciarpame in un nuovo ordine contraddistinto da emozioni che vibravano come erba nuova ad ogni soffio di brezza?
Nel privato ogni cosa diventa relativa, elastica: l'onestà, la lealtà, il coraggio, la dignità. Ognuno se le costruisce su misura, tutti guerrieri e principesse nel privato, tutti con una storia che potrebbe essere un libro, un film, un post.
E' il pubblico che fa schifo, mica il privato, la politica, i media, gli imbecilli grillini, le femministe isteriche, gli animalisti ottusi, quelli che i vaccini provocano l'autismo: abbiamo una battuta sferzante per tutti. Come, non è sufficiente? Non si capisce abbastanza che non siamo quelli dei provini per il Grande Fratello?
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