domenica 30 novembre 2014

ieri in macchina con mio padre snocciolavamo il solito rosario di ricordi ed aneddoti familiari, zie e prozie e bisnonni e candele accese alla Madonna e poi spente, cose così, le antipatie tra mia madre e le sue cognate, la valigia piena di Topolini dei figli della zia Lucia e venti chilometri di lessico familiare.
Dietro mia suocera guardava dal finestrino ed anche se non sono telepatica i suoi pensieri mi arrivavano come aria fredda sulla nuca e pensavo che non l'ho mai, mai, sentita raccontare un aneddoto che risalisse a prima della nascita di mie figlio.

Nessuna casetta di mattoni, lei ha inventato il virtuale molto prima che esistesse davvero, una Second Life luccicante e levigata in cui creare scenari nuovi e cancellare i vecchi con un clic.
E nessun luogo nemmeno dentro di lei, perchè lo vedi, il vento le passa attraverso come se non esistesse, forse non la ferisce nemmeno, semplicemente cancella la sua immagine in 3D ed è come se non fosse mai esistita.

O magari sono solo mie fantasie strane mentre guido tra le campagne e penso che tra poco sarò nella mia casa. In tutte le mie case.

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