mercoledì 15 febbraio 2012

"..e insomma alla fine l'ho fatto, li ho spiati. Mi sono appostata fuori dal ristorante ed ho aspettato che uscissero."
"E..."
"E non li ho riconosciuti"
"...."
"No, sul serio, non li ho riconosciuti"
"Lei ok, non l'avevi mai vista..ma lui?"
"Eh, è questo il punto. Nella mia testa non c'erano un lui e lei, ma un loro, e sai com'erano? Luminosi, con un'aura intorno come quelli della pubblicità, ma non viola come i malati di aids, no, dorata o qualcosa del genere, tutta sfolgorante, insomma non so come sia di preciso l'aura della felicità ma la riconosci subito ecco, ed io me li immaginavo così, immaginavo che uscissero avvinghiati occhi negli occhi come se il resto del mondo non esistesse e belli, soprattutto belli, ma belli da invidiarli capisci? Non ero mica preoccupata che fosse bella lei, no, ero preoccupata che fossero belli loro, ma belli che non ci puoi fare niente."
"..belli che non ci puoi fare niente:)"
"Sì, hai capito cosa intendo.
Invece escono questi due. Trasandati, grigi. Lei stava tre passi avanti e parlava al cellulare. Non li ho nemmeno guardati bene tanto non erano mica loro no? Poi suona il mio cellulare e vedo che è L. Allora istintivamente guardo verso l'entrata e quello che era appena uscito adesso ha il cellulare all'orecchio anche lui. Adesso lo riconosco, ovvio."
"E che hai fatto?"
"Non ho risposto e sono andata via. Tanto credimi, quegli altri due non sarebbero mica più usciti."

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