Mi si ferma la macchina in mezzo alla strada, naturalmente nell'ora di punta e naturalmente mentre riporto a casa mio padre e la sua spesa.Gli automobilisti in coda mi spiegano con festosi colpa di clacson che non è il posto migliore per fare un sonnellino, o telefonare al mio analista o rileggere un capitolo di Va'dove ti porta il cuore, insomma qualunque cosa io abbia deciso di fare alle 6 di sera sulla carreggiata di Viale Verona. Due gentili poliziotti mi chiedono quale sia il problema e mio padre glielo spiega. Non sembrano particolarmente interessati alla storia della mia infanzia ed a come io abbia precocemente dimostrato un caparbio rifiuto a seguire i consigli paterni. Mi chiedono se l'assicurazione comprenda anche la rimozione del veicolo in caso di panne e mio padre glielo spiega.
Non paiono interessati nemmeno alle leggi della genetica ed all'ereditarietà di alcuni tratti caratteriali.
Conveniamo che comunque la cosa prioritaria è togliere la macchina di mezzo, mentre mio padre spiega ad un nervoso autista di autobus come mai ci troviamo in questa incresciosa situazione. L'autista mostra la stessa maleducata indifferenza alla storia della pedagogia negli ultimi cento anni.
I poliziotti spingono la macchina sul ciglio della strada, mi chiamano il carro attrezzi e se ne vanno.
Mio padre decide che la macchina è parcheggiata male e pretende che io salga mentre lui spinge in modo da sistemarla come dio comanda.
Nel frattempo chiedo ad un amico di mio figlio di accompagnarmi alle 19 dal veterinario che dovrebbe sopprimere Cleo. Mi spiega che mi presta la macchina, semmai, ma accompagnarmi no, segnerebbe indelebilmente e negativamente la sua psiche di proprietario di cane.
A questo punto faccio quello che volevo evitare a tutti i costi, chiamo mia suocera per chiederle la macchina.
"Dove sei, Enea?"
"Si è rotta la macchina di Daniele? ma Enea sta bene? "
"Perchè devi portare tuo padre dal veterinario?"
Padre: l'è a le 6 e meza, non arivo a meter su el fegato.
Piove.
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