domenica 27 settembre 2015

Che gli prende alla gente, non lo so, entro nel negozio di ottica più elegante della città (per Fry eh, mica per me, è lui che è diventato un borghese, mica io), arredato lussuosamente con salottini e salette, di buon gusto devo dire, soprattutto la parte in verde, ma insomma, c'è questo stuolo di...boh chiamarle commesse sembra un sacrilegio, mi verrebbe sacerdotesse, tutte che parlano in una maniera strana, magari ai trentini adesso gli fanno dei corsi di dizione non so, zi accomodi di qui, prego, vabbè, comunque dobbiamo accomodarci in almeno 4 posti diversi senza una ragione al mondo, ma non è quello, è che stai vendendo degli occhiali, occhiali capisci? non è lo studio di un cardiologo, non è necessario quel tono compunto e solenne, stai maneggiando delle cazzo di montature, ho capito che sono fragili, ma non è l'ostensorio, non è necessario che abbassi reverente la voce quando dici questo è un dior, non è l'originale della Divina Commedia, rilassati, se mi cade te la pago.

Poi ci vorrebbe un altro post su Fry, che bisogna vederlo provare montature che non vede, o anche cercare di leggere le letterine sul muro durante il controllo, lo vedi che sta cercando di consultare di nascosto l'iphone, se non so che lettera è la terza google lo saprà sicuramente, per non dire delle lenti di vetro invece che infrangibili, la sacerdotessa sa il fatto suo, ha inquadrato fry, gli prospetta terribili incidenti in cui la lente di vetro si rompe e gli entra nell'occhio, pezzi di vetro nell'occhio, capisce? fry è turbato ma deciso a non cedere, guarda di nascosto la sua scheda su cui sotto professione c'è scritto produttore cinematografico per rinfrancarsi, lo vedi che pensa cazzo io sono un produttore cinematografico e tu una stupida commessa che si chiama Alexia con la x, prendo le lenti che voglio io.
Mi piacerebbe poter dire che alla fine ha preso quelle infrangibili, ma niente, ha preso quelle di vetro. Speriamo non gli succeda qualche brutto incidente.

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