martedì 11 agosto 2015

Ma, se ti dico che non ho un profilo facebook, cosa ti passa per la testa mentre mi dici nessun problema aspetta, apro il mio e ti mostro le foto? Se non ho mai, nemmeno per caso nemmeno di sfuggita, accennato a qualche mio malanno, non ti sorge il dubbio che non sia interessata alla descrizione accurata del tuo decorso post operatorio?
Se mormoro educata per la centesima volta beh certo ognuno ha diritto alle proprie opinioni mentre concioni per la centesima volta su barconi e soluzioni, mio novello Churchill, non ti sfiora il sospetto che non sono interessata a discuterne con te?

No, non credo che la comunicazione abbia fatto passi da gigante; ho l'impressione che le persone sempre più spesso considerino il mondo la loro bacheca personale, potrò scriverci l'accidente che voglio sulla mia bacheca no? e poi rimangano anche un po' perplessi o delusi se i like sono pochini.
Forse i media hanno liberato la gente da complessi, timidezze, insicurezze ma senza dire loro che, in una certa misura, la reticenza è sana e rispettosa. Che l'invadenza non è sinonimo di libertà. E soprattutto che la possibilità di esprimersi in maniera immediata, togliendo il filtro della riflessione, ti espone a mostrare, più che la tua vivida e brillante intelligenza, le tue debolezze.


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