In paese organizzano una simpatica cena per i coscritti di tutti gli anni che finiscono con 5, iscrivo mio papà chiedendo agli organizzatori se posso accompagnarlo dato i problemi di vista eccetera, certo che posso anzi. Così arriviamo lì ci dicono che siccome lui è l'unico del '25 ci hanno messo al tavolo del '35 va bene? certo che va bene anzi.Non è giusto studiare i vecchi solo in ambito medico che sono anche preoccupati e un po' spaventati, vediamoli in una situazione conviviale, rilassati e vedi mai che finalmente scopri l'origine del luogo comune che li vuole benevoli e colmi di saggezza.
Intanto, sordi rimangono sordi, questo cosa ci vuoi fare, non è mica colpa loro.
Mio padre inizia a scusarsi subdolamente, grazie di avermi accettato al vostro tavolo ma sono l'UNICO del '25 e non potevano fare un tavolo solo per me, che sarei stato da solo dato che del '25 non c'è nessun altro, d'altra parte quelli di 90 anni se sono ancora vivi difficilmente sono in grado di partecipare ad una cena, quindi sono il SOLO del mio anno, grazie di nuovo eccetera.
Gli ottantenni avranno anche dieci anni di meno ma non sono dei novellini e gli dicono ma complimenti, complimenti e che fortuna avere una figlia che lo ACCOMPAGNA!
Chi? ah lei..massì ha voluto a tutti i costi venire, ghe sa bel nar alle zene.
Alla fine della cena c'è la premiazione per il più vecchio, con bottiglia di vino in regalo ed applauso: il sordo cieco sente benissimo il suo nome e guardando la bottiglia mi sussurra "mori vecio del..., bon".
Dannati vecchi.
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