venerdì 11 ottobre 2013

Il tempo è galantuomo ha sempre detto mio padre.
Ha visto che il tempo è galantuono? dice lei.
Quando ero piccola non giocavo con le bambole o i soldatini, costruivo case, si potrebbe dire che costruire case era quasi un'ossessione. Ne avevo molte e le abbellivo ed adesso quando la sera chiude le ali sopra questa casa è come essere di nuovo nella casa tra i cespugli di lillà o in quella tra le eriche.
Anche la cucina della cds e la panchina fuori dalla porta sono casa, con Romeo che mi segue silenzioso con lo sguardo o Marco seduto a fumare che elenca.
Le sue case, dice sorridendo, le sue case affollate.
Le mie case con le loro storie ingenue di soldati e cantine e bambini, di mostri quietati e di ragazze quasi sempre assennate.
Il tempo è galantuomo, mantiene le promesse.
Le case sono rimaste in piedi e potrò lasciarle in eredità.

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