Prima, impari a diffidare del tuo istinto. Impari a distinguere le sue sfumature: la vanità, il bisogno di contare, la fretta di capire, il piacere di sedurre. Per anni impari a sbagliare e che le conseguenze dei tuoi errori le pagano gli altri, non tu. Lentamente ti disinnamori della tua voce e delle tue parole. Molto lentamente.
Per anni impari a non fidarti dell'empatia, che non è mai generosa o disinteressata, che è la paura della solitudine, un'inquietante ventriloquo spaventato. Impari che se cedi alle sue lusinghe prima o poi rinfaccerai all'altro di non essere te. Lentamente ti disinnamori dello splendore che ti luccica dentro.
Il tempo ti insegna che orgoglio ed umiltà sono le due facce della stessa medaglia e che non puoi rinunciare all'una senza perdere irrimediabilmente anche l'altra. Lentamente ti disinnamori della vacua dignità che ti gonfiava lo stomaco come cibo mal digerito.
Quando infine hai imparato l'onestà allora prendi la tua anima grigio metalizzata e vai dai pazzi.
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