Dice che non sa di altri bambini che a 7 anni hanno preso per mano i mostri e li hanno addomesticati, una volta ha detto che si immagina questa bambina che guarda il mostro e gli dice vieni povero mostro ti aiuto io, dice che c'è gente che non arriva a capirlo in tutta la vita che i mostri sono i nostri figli malati e che l'intuizione della bambina è stata straordinaria.
La bambina aveva molte case, una sotto le coperte, una tra i lillà, una tra le eriche ed una sul ramo del ciliegio, il mostro imparava a strisciare ed ad arrampicarsi con lei e non era più muto; le permetteva di guardare con i suoi occhi ed allora lei vedeva giganti, povero mostro pensava, povero mostro rattrappito ed allora si scambiavano gli occhi e chissà cosa pensava il mostro, forse che il mondo non era un posto brutto, e poi si scambiavano le mani e la bambina percorreva il perimetro della cantina sfiorando le pareti viscide con le dita del mostro e pensava povero mostro che questa è stata la tua casa ed è una casa brutta ma adesso puoi vivere nel cespuglio di lillà e gli faceva un posto tra le foglie, un posto confortevole dal quale poteva sbirciare senza essere visto.
C'era stato un momento nel quale la bambina aveva avuto la tentazione di tradirlo, il mostro, di mettersi sul cancello della scuola accanto agli altri bambini ed additarlo e dire è stata colpa sua è stata colpa sua! perchè li capiva i suoi compagni ed al loro posto nemmeno lei avrebbe voluto un mostro come compagno di giochi e per un momento i loro occhi, i suoi e quelli del mostro, si erano incontrati e lui le stava dicendo se lo fai non sarò arrabbiato nè triste, se lo fai non succederà nulla di male, ma a lei era venuto in mente tutto quel tempo passato insieme e quando si scambiavano gli occhi e le dita e del segreto del mostro che lei era la sola a conoscere e poi le venne il pensiero che non era una buona cosa, iniziare la vita con un tradimento, e le venne in mente che magari anche gli altri avevano dei mostri ma li tenevano incatenati in cantina e che forse, chissà, forse...
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