D'estate andavo in colonia a Cesenatico, gli altri bambini piangevano e contavano i giorni, io invece: divise bianche e blu, passeggiate in fila per due ed alzabandiera, c'era ancora una speranza per il mondo.
Può sembrare strano che una bambina cresciuta allo stato brado apprezzasse così la disciplina ma in quegli anni ero matta come un cavallo, clinicamente matta e non per modo di dire, e le interazioni con gli altri mi costavano attenzione ed applicazione continue che uno non ha idea di quanto siano bizzarri i comportamenti umani fino a quando non prova a catalogarli, e così la disciplina mi permetteva un grado di libertà inusuale, ero libera di studiare gli altri mentre cantavo figli siamo dei ferrovieri, con l'azzurro vestitino noi giochiamo sulla sabbia mentre il treno passa e parla al nostro cuor! Vero è che detestando già allora caldo, acqua e sabbia c'erano alcune ore molto disagevoli nella giornata,per non parlare di quella obbrobriosa abitudine del costume da bagno, piccoli pezzi di un tessuto orribile e dai colori inverosimili: se avessi saputo allora che esistevano Paesi in cui le donne fanno il bagno avvolte in deliziosi veli mi sarei dichiarata musulmana, ma erano tempi ancora in là da venire.
Quando in passeggiata incontravamo la squadra di un'altra colonia dovevamo cantilenare di che colonia siete? della fame e della sete, domani morirete ed a casa non andrete, ed i più audaci davano anche qualche pizzicotto ai bambini rivali, L'origine e la motivazione di questa tradizione mi sono sempre rimasti sconosciuti.
Un anno mia madre si trovava in vacanza alla Pensione Bugli con mio fratello, a pochi chilometri di distanza dalla colonia; a me era stata data la possibilità di scegliere ma non ero una sprovveduta e sapevo bene che, alzabandiera a parte, le due settimane con mia madre sarebbero state molto più militaresche delle tre in colonia. Comunque è venuta a trovarmi e mi ha portato in regalo Lisa e Lucia, le due bamboline della Furga che allora spopolavano. Io adoravo le bambole, tutte le bambole, ma avere due sorelle identiche con le quali poter fare delle preferenze era quasi l'apoteosi. Sono sempre stata diffidente nei confronti dell'imparzialità.
Lisa e Lucia erano il risarcimento per un'altra faccenda, ma ho dimostrato un innato buon senso prendendola come un'eccezione fenomenologica e continuando a considerare il risarcimento come una categoria esistenziale sulla quale non fare riferimento.
Ho giocato molto con quelle bambole, anche se i miei giochi non consistevano nel maternage: era più facile che dicessi ora la mamma si prende cura di te ad un cavolfiore piuttosto che ad una bambola.
Avevano invece una specie di vita propria, di cui spesso mi sfuggiva persino il senso, e 50 anni dopo la signora ha detto che non le è mai capitato di venire a conoscenza di un'autoterapia così precoce e geniale.
Non sono senz'anima, sono precoce e geniale.
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