martedì 4 giugno 2013

"Non si tratta di un alibi, al contrario. Non a caso Lacan affermava – suscitando scandalo – che la depressione è una vera e propria “viltà etica”. Si tratta di una tesi non del tutto estranea al giudizio di condanna che i padri della Chiesa esprimevano sull’accidia e ha l’obbiettivo di mostrare che nella depressione c’è sempre una responsabilità del soggetto che non va mai dimenticata. Essa coincide con la difficoltà ad assumere, ad elaborare simbolicamente, il proprio fallimento, il proprio insuccesso, la ferita narcisistica subita dalla propria immagine. Se non sono l’Io che credevo di essere (narcisismo), nulla ha più senso di esistere (depressione)."

Ecco, invece di dire alla gente stacci dentro o fatti una vita, d'ora in poi gli dirò: ma elabora simbolicamente la tua ferita narcisistica, per dio!

5 commenti:

  1. Lacan lo sa cosa sono i dispiaceri? I dolori?

    RispondiElimina
  2. Maestra, è stata anto a farmi la spia del blog! Io ullo sapevo! Dietro la lavagna. :-D

    RispondiElimina
  3. Allora sono un pò d'accordo, mi vengono in mente quelle persone che hanno delle ferite narcisistiche talmente grandi da diventare dei narcisistici insopportabili !Devo iniziare un libro del lacaniano Recalcati, così poi magari ne capisco qualcosa in più :)

    RispondiElimina
  4. La citazione sopra è Recalcati infatti:)

    Aymar, pensa che io ero convinta che il blog si chiamasse sempre l'inutile blog....

    RispondiElimina